LA STORIA  DI UN NOME

I liquori Leardini si tramandano da quattro generazioni. Il capostipite fu Domenico, poi Antonio, quindi Leonardo ed ora è Mauro a gestire questo caratteristico laboratorio artigianale. Tale realtà, anche se piccola, esiste grazie alla passione e alla tenacia che la famiglia Leardini ha mantenuto nel tempo e grazie alla capacità di conoscere a fondo sia le proprietà delle erbe, raccolte direttamente, sia le ricette di infusi tramandati di generazione in generazione. La famiglia Leardini ha la perseveranza di chi continua ad utilizzare tecniche antiche, rispettando i tempi che vuole la natura. Non è nostalgia, non è fanatismo. E’ esperienza e un po’ di sana follia visti i tempi del “tutto e subito”. Per questo non troverete nei liquori Leardini né aromi artificiali e né coloranti aggiunti. La produzione è limitata e riservata a chi sa apprezzare il gusto di prodotti genuini.

Nella famiglia Leardini i liquori sono di casa da quando il giovane Domenico tenta la fortuna nella Svizzera francese per aiutare la famiglia, povera in canna, rimasta a San Leo, piccolo paese, centro del Montefeltro. Di ritorno, insieme al figlio Antonio mette a punto molti liquori, tuttavia prodotti solo per la famiglia o dati agli amici. Fu dopo la guerra che il figlio di Antonio, Leonardo, anch’egli assai povero ma in un’Italia in rinascita, decise di tentare una piccola produzione con cui tirare a campare. Siamo nel 1958 ed in quell’anno produsse la “bellezza” di 25 litri di liquore!

Il giovane Leonardo commercializzò alcuni prodotti che suo padre Antonio negli anni precedenti aveva messo a punto. Nacquero così, nel piccolissimo laboratorio artigianale sotto casa, quattro liquori che vendeva ai turisti di passaggio a San Leo.

Leonardo non si sposò mai: per famiglia aveva i suoi liquori ai quali si dedicò ininterrottamente fino all’età di 88 anni. Volle però che la sua attività, attraverso il nipote Mauro, continuasse secondo l’antica tradizione liquoristica che egli stesso per quasi 60 anni aveva seguito. Mauro ha ripreso la produzione, alla maniera di suo zio Leonardo, non più a San Leo ma ad Affile, paesino miniatura a ridosso delle abbazie di San Benedetto e Santa Scolastica, a qualche chilometro da Subiaco, accoccolato sulle pendici dei monti Simbruini. Una sorta di unione spirituale tra i luoghi di San Francesco (San Leo) e di San Benedetto (Affile), luogo del suo primo miracolo.